Il 30 agosto del 526 muore a Ravenna Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti e re d'Italia. Fra i personaggi che legarono i suo nome alla penisola fu sicuramente fra i più importanti, e fu tra i protagonisti dell'Alto Medioevo in generale. Le sue gesta divennero la leggenda e sono tramandate sia dalle cronache storiografiche che dai veri e propri poemi epici. Ma oggi è dimenticato: come mai?
In occasione dei 1500 anni dalla sua morte, scopriremo questo personaggio. E andremo alla ricerca di un qualche suo ritratto.
Teodorico visse e fu protagonista di un'epoca di grandi cambiamenti. Il suo nome significa "capo tribù", e nacque nel 454 dall'allora principe ereditario dei Goti Orientali Teodemiro e dalla principessa Ereleuva. Siamo nell'epoca in cui i manuali di storia decretano la fine dell'Impero Romano, una semplificazione menzognera: il mondo romano sopravvisse ben oltre la tradizionale data del 476, e uno dei principali autori di questa sopravvivenza fu proprio Teodorico.
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| Medaglione raffigurante Teodorico il Grande esposto al Museo Nazionale Romano |
Chi erano gli Ostrogoti?
Gli Ostrogoti (da *auster, est, e Goth, Goti) erano una delle tante tribù che costituivano il grande popolo dei Goti, nazione germanica da sempre a stretto contatto con il mondo romano. La loro mitica terra di origine era la Scandinavia, ma fra il II e il IV secolo migrarono per l'Europa centrale e orientale: dal mar Baltico scesero fino all'attuale Ucraina meridionale e in particolare in Crimea, e da lì migrarono ancora una volta verso i Balcani. Alle volte alleati, alle volte nemici dei romani, sono passati alla storia per la battaglia di Adrianopoli nel 378, grande disfatta per l'Impero: dopo averla vinta furono il primo popolo che riuscì a stabilirsi in territorio romano e a poterlo amministrare mantenendo la propria identità culturale. Ma anche così l'influenza romana fu forte.
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| Migrazione dei Goti, Visigoti in viola e Ostrogoti in blu Di Spiridon Ion Cepleanu — Travail personnel CC BY-SA 4.0 |
La carriera di Teodorico a Costantinopoli
Definire Teodorico ostrogoto per quanto corretto è una brutale semplificazione: crebbe infatti a Costantinopoli. Quando suo padre venne incoronato re Teodorico aveva otto anni e venne inviato alla corte dell'Imperatore d'Oriente Leone I come ostaggio, a garanzia dell'alleanza con i romani. Fu quindi educato nella cultura bizantina: per tutta la vita mantenne una doppia identità, sia da nobile romano che da sovrano dei Goti. L'imperatore d'Oriente Zenone per esempio nominò Teodorico console per l'anno 484 e magister militum, ovvero comandante dell'Esercito Romano. Contemporaneamente a ciò Teodorico comandava barbare scorrerie nel territorio dei Balcani e assediò la stessa Costantinopoli. Il suo obiettivo era probabilmente arrivare lui stesso ai vertici dello stato romano.
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| Tremissi dell'imperatore Zenone Di Classical Numismatic Group, Inc. http://www.cngcoins.comderivative work: Taueres (talk) -CC BY-SA 3.0 |
L'imperatore Zenone era stato egli stesso un comandante barbaro. Era di nazionalità isaurica, popolo stanziato fra le montagne dell'Anatolia e considerato dai romani barbaro. Ricordiamo che il significato di "barbaro" era in origine "persona che parla una lingua incomprensibile": per darvi un'idea il vero nome di Zenone era Tarasikodissa. Fu costretto a cambiarlo per poter fare carriera nell'esercito di Costantinopoli, carriera che culminò con la nomina a successore da parte di Leone I. I sogni di Teodorico di arrivare ai vertici del mondo romano non erano quindi per niente irrealistici.
La vita di Teodorico in questo periodo è avventurosa e i resoconti hanno un tono epico: purtroppo però non abbiamo spazio per narrare le guerre contro Teodorico Strabone, re di un'altra parte degli Ostrogoti, né di quella volta che cercò di impadronirsi della città di Durazzo semplicemente convincendo il governo locale che l'imperatore Zenone lo aveva nominato governatore. Teodorico era intelligente e potente, e Zenone lo temeva.
Teodorico in Italia: la guerra contro Odoacre
Nel frattempo nel 476 Flavio Odoacre, anch'egli generale romano e re barbaro, aveva deposto l'Imperatore bambino Romolo Augustolo e si era ritrovato a governare l'Italia e la Dalmazia. Per Costantinopoli la cosa peggiore era un'altra: Odoacre stava governando bene e l'Italia stava tornando ad essere una potenza economica e militare nel Mediterraneo. L'imperatore romano d'oriente aveva dunque di fronte a sé due minacce: il re degli Ostrogoti Teodorico, che comandava il suo esercito e controllava gran parte dei Balcani, e re Odoacre, che stava rimettendo in piedi quel che restava dell'occidente romano.
Divide et impera è un noto motto degli antichi romani. Zenone fece in modo di mettere Odoacre e Teodorico in guerra l'uno contro l'altro: Teodorico voleva arrivare ai vertici del mondo romano? Perché non intraprendere allora la conquista della patria dei romani, l'Italia? Se si fosse allontanato da Costantinopoli sarebbe stato riconosciuto come legittimo amministratore, per conto dell'imperatore, delle terre che avrebbe conquistato.
La conquista dell'Italia è probabilmente tra le pagine più oscure e sanguinose delle imprese di Teodorico. Odoacre, incapace di respingere l'invasione, propose a Teodorico di governare assieme, come le leggende dicevano avessero fatto nell'antichità Romolo e Tito Tazio. Teodorico accettò. Fecero un grande banchetto per festeggiare la pace, durante il quale fece attaccare a tradimento Odoacre e i suoi e ne fece un gran macello.
La struttura del Regno Ostrogoto in Italia
| Lastra tombale di Severino Boezio Di Markkv - Opera propria, CC BY-SA 4.0 |
Amministrò il regno collaborando con il senato romano. I più importanti filosofi della sua epoca furono membri del suo governo. Ma è anche tristemente noto per esser diventato paranoico e sanguinario nei suoi ultimi anni di vita: Severino Boezio fu il suo principale collaboratore e un importante filosofo medioevale. Convintosi che stava operando una qualche congiura alle sue spalle assieme al politico Simmaco, lo fece condannare a morte.
L'amministrazione e la burocrazia nel suo regno fu portata avanti dai romani. L'esercito invece restò prerogativa degli Ostrogoti. Teodorico non voleva che le due nazioni si mischiassero: temeva che gli Ostrogoti avrebbero perso il loro spirito guerriero se fossero diventati come i romani: burocrati, proprietari terrieri e contadini. Non proibì le unioni matrimoniali, che abbiamo testimonianza ci furono, però le disincentivò non solo dando ruoli diversi alle due nazioni, ma anche due chiese distinte. Gli Ostrogoti infatti erano fin dal IV secolo cristiani, ma seguaci della teologia ariana, che considerava il Figlio nella Trinità come subordinato al Padre, mentre i romani seguivano la fede cattolica-ortodossa. Le due religioni convivevano nel territorio ma i fedeli si riunivano in luoghi di culto diversi, per questo a Ravenna abbiamo il Battistero degli Ariani, una chiesa originariamente costruita per essere frequentata dai soli Ostrogoti.Il buon governo di Teodorico
Teodorico fu re degli Ostrogoti dal 474 al 526. Governò l'Italia a partire dal 493. Sotto il suo regno si tornò a operare una manutenzione delle infrastrutture e distribuzioni alimentari a favore dei poveri della città di Roma. Fece costruire molti nuovi edifici in tutta la penisola, di cui purtroppo ci rimangono solo quelli della sua capitale Ravenna: il Battistero degli Ariani, Sant'Apollinare Nuovo e il suo stesso Mausoleo. Sotto il suo regno iniziò anche la costruzione di San Vitale, che però è stata trasformata nel simbolo della successiva riconquista di Giustiniano.
Il suo principale contributo alla ripresa del mondo romano occidentale fu lavorare per una pace solida per l'Europa, una pace sotto l'egemonia degli Ostrogoti. Attraverso diplomazia e matrimoni reali riuscì a farsi nominare a partire dal 511 anche reggente del vicino Regno dei Visigoti, mentre sua figlia e sua sorella diventavano regine consorti dei Burgundi e dei Vandali: Teodorico arrivò a riportare sotto il governo di Ravenna quasi tutti i territori dell'ex Impero Romano d'Occidente: gran parte della penisola iberica, la Gallia meridionale, l'Italia e i Balcani settentrionali erano sotto il suo diretto controllo. Molto di più di quanto riuscirà a fare, in modo molto più distruttivo e catastrofico, il ben più noto Giustiniano.
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| Tutti i territori controllati da Teodorico direttamente o indirettamente. By Vortimer at English Wikipedia, CC BY 3.0 |
Il suo impero non sopravvisse alla sua morte. Il regno Visigoto passò a suo nipote Amalarico, mentre il regno Ostrogoto fu affidato di fatto nelle mani della figlia Amalasunta, che governò in vece di suo figlio Atalarico prima e di suo cugino Teodato poi. Giustiniano vedeva nell'Italia Ostrogota un pericolo per il suo Impero, come alcuni decenni prima Zenone temeva l'Italia di Odoacre. Dopo la morte di Amalasunta, fatta uccidere allo stesso Teodato che mal sopportava dover dividere il potere con lei, Costantipoli ordinò dunque di invadere l'Italia, dando origine alla terribile Guerra Gotica, che nei vent'anni che seguirono, assieme alla peste, distrusse l'Italia e portò alla vera fine del mondo romano in occidente, tenuto in vita fino a quel momento dai Goti.
L'eredità e la memoria: dal Regisole a Dietrich von Bern
Come mai oggi Teodorico non è ricordato? La sua eredità fu distrutta sia volontariamente che non dall'imperatore romano Giustiniano. Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna contiene una bella rappresentazione del palazzo reale di Teodorico, che fu usato dopo di lui come sede del governatore bizantino.
Probabilmente conteneva anche un ritratto del re ostrogoto, che fu censurato. Oggi sulle colonne si possono ancora vedere le mani di persone che furono rimosse dal mosaico coprendole con altre tessere che raffigurano delle tende. Abbiamo oggi un solo ritratto certo di Teodorico: un medaglione dorato custodito a Roma, che avete potuto ammirare all'inizio di questo post.
Sempre a sant'Apollinare Nuovo, basilica fatta costruire da Teodorico per il culto ariano, abbiamo un ritratto di un sovrano dalla dubbia attribuzione. La didascalia del mosaico, aggiunta in un restauro del XIX secolo, ci dice che raffigura "Ivstinian.", ma secondo alcuni potrebbe essere stato in origine un ritratto di Teodorico. Non avremo mai certezza in proposito, dato che l'aspetto è effettivamente confrontabile con entrambi i sovrani.
| Mosaico raffigurante probabilmente Teodorico, che nel XIX secolo è stato attribuito a Giustiniano. Basilica di Sant'Apollinare Nuovo. By Ввласенко - Own work, CC BY-SA 3.0 |
Fonti altomedievali ci raccontano che a Ravenna era presente un monumento equestre raffigurante Teodorico con scudo e lancia. Questa statua in bronzo sarebbe stata traslata da Carlo Magno ad Aquisgrana nell'801, per esibirla davanti al palazzo reale dei Franchi. Carlo Magno voleva accostare il suo nome a quello che per lui era un grande sovrano del passato. Purtroppo è andata perduta.
In ultimo bisogna sicuramente citare il Regisole. Si tratta di un altro monumento equestre proveniente anch'esso da Ravenna, ma che è diventato uno dei simboli della città di Pavia, città in cui fu collocato fra il IX e il XIX secolo. La sua realizzazione era considerata estremamente antica, e si è sempre ipotizzato raffigurasse anch'esso re Teodorico a cavallo. Secondo alcune interpretazioni sarebbe invece un monumento di Marco Aurelio che Teodorico avrebbe fatto modificare per dedicarlo a sé stesso, anch'egli con la volontà di accostarsi ai grandi sovrani che lo avevano preceduto. Sia come sia, il Regisole fu distrutto nel 1796 dai giacobini proprio perché simbolo dei grandi monarchi dei tempi oscuri. Oggi ne sopravvivono solo dei disegni, per altro molto contradditori fra loro, fatti fra i primi anni del 1500 e i primi anni del 1800, quindi alcuni successivi alla sua distruzione. L'autore di alcuni di questi disegni è nientemeno che Leonardo da Vinci, che lo prese come modello per il mai realizzato monumento equestre a Francesco Sforza.
Dal 1937 il Regisole è tornato a dominare la piazza principale di Pavia, ma purtroppo è soltanto una ricostruzione che non può dirci nulla sull'aspetto originale della statua: è a sua volta non congruente con i disegni che ci sono pervenuti.
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| Il Regisole in una stampa di Jacopo di Burgofranco, 1505 Tratto da: Associazione storico-culturale S. Agostino |
Oggi cosa ci resta di Teodorico? Sopravvivono le opere letterarie e filosofiche realizzate da chi visse alla sua corte e fu poi imprigionato nelle sue carceri in attesa dell'esecuzione, le lettere ai suoi ministri e ciò che fece edificare a Ravenna. Il suo nome è intrinsecamente legato al suo Mausoleo: purtroppo però mi sento di definirlo la parte meno interessante della sua eredità. È stato evidentemente deturpato dai bizantini dopo la riconquista.
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| Mausoleo di Teodorico. Foto di Lorenzo Lucidi |
Le gesta del re degli Ostrogoti sono tracimate nella leggenda e Teodorico oltre ad esser ricordato come un buon governante per l'Italia è diventato un personaggio protagonista di poemi epici elaborati dai popoli germanici che gravitavano attorno all'Italia Ostrogota: è diventato il leggendario Dietrich von Bern, o Teodorico da Verona, che fra le tante cose ha un ruolo chiave nel celebre Canto dei Nibelunghi.
Nel 1862 fu scoperta una stele con sopra inciso un lungo testo in caratteri runici. Risale al IX secolo, trecento anni dopo la vita di Teodorico, e fu ritrovata in Svezia, a quasi 2000 chilometri da Ravenna: nulla di più distante, eppure le gesta del re degli Ostrogoti erano memoria viva per quella comunità norrena, se Varinn, colui che fece erigere l'iscrizione, accanto a miti e leggende della sua tribù, ebbe cura di ricordare che:
Governò Teoderico dall’animo intrepido
il condottiero dei guerrieri del mare, sulla
sponda del Hreiðmarr [mar Adriatico]
Siede ora armato sul suo goto destriero
lo scudo legato alla spalla, il principe dei Meringi [i Goti, oppure i Ravennati].
Per approfondire:
- a.a., Ravenna Felix, Edizioni A. Longo, Ravenna, 1968
- aa.vv., L'Europa Medievale, La grande storia di National Geographic, vol. 17, Milano, RBA Italia, 2015
- a.a., Ravenna e la sua storia, Ravenna, Edizioni Salvaroli, s.d.
- Ferrari Carlo (2022) La statua di Teoderico ad Aquisgrana. Potere, arte e memoria tra antichità e medioevo. Reti Medievali Rivista, 23 (2). pp. 7-36. ISSN 1593-2214
- Cappelli Marco, Storia d'Italia Podcast:
Episodio 47, Le avventure del giovane Teodorico (451-484) https://youtu.be/RO5a_0xw_WA?si=HmF4ibXdNi4v7usw (2020)
Episodio 48, Il ritorno del re (484-493) https://youtu.be/EzGXy8VVwLQ?si=B5e7WyDK6TuxZgNR (2020)
Episodio 52, La corona ferrea (493-498) https://youtu.be/YuZrEezekxY?si=ztErU3P1oLxJ90CF (2020)
Episodio 53, Semper Augustus (498-506) https://youtu.be/5tGQFqAcKAA?si=Kz1S5mG0mQ6VgjM5 (2020)
Episodio 54, La battaglia per la Gallia (50-514) https://youtu.be/KmUFG_BL3mI?si=8JmIAhO2Tif4NweL (2020)
Episodio 55, Un nuovo regime a Costantinopoli (514-522) https://youtu.be/uoTxP0TlfFM?si=9EV3KU2CRoNVnZph (2020)
Episodio 56 Speciale, Teodorico, Imperatore e Re (493-526) https://youtu.be/6Vrv6OOwLNc?si=yG7KlZH2didKSZt3 (2020)
Episodio 57, Il crepusoclo di Teodorico (522-526) https://youtu.be/8JF2b-XRCHw?si=5d7AH_BwCrDvymqc (2020)
- Pietra Runica di Rök
da Wikipedia L'enciclopedia libera, ultima visita il 29/08/2026
https://it.wikipedia.org/wiki/Pietra_runica_di_Rök
- Regisole
da Wikipedia L'enciclopedia libera, ultima visita il 28/08/2026
https://it.wikipedia.org/wiki/Regisole
- Teodorico
da Wikipedia L'enciclopedia libera, ultima visita il 28/08/2026
https://it.wikipedia.org/wiki/Teodorico_il_Grande






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