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Isola di Torcello: Basilica di Santa Maria Assunta e Chiesa di Santa Fosca

Queste due chiese situate nell'isola di Torcello sono probabilmente fra i capolavori meno noti fra i tantissimi ospitati nella laguna di Venezia, ma sono una delle testimonianze più significative della storia più arcaica della Serenissima e dell'arte altomedievale in Italia.

1. Storia dell'Isola di Torcello


Torcello è oggi un'isola quasi disabitata e secondaria nei tour turistici della laguna, ma fra il VII e il XV secolo (anni 601-1499) fu un centro di fondamentale importanza dal punto di vista demografico, politico, religioso e produttivo.
 
L'isola fiorì in seguito all'arrivo dei longobardi in Italia, quando molti romani sfollarono verso la costa per sottrarsi agli invasori che si stavano stanziando con successo nel Veneto dell'entroterra (Verona fu la prima capitale del Regno Longobardo sotto Alboino, mentre Padova fu distrutta sotto il regno di Agilulfo).

Torcello fu fino all'anno 697 la sede del governatore romano di ciò che restava della Venetia et Histria: l'idea di Costantinopoli era di organizzare una riconquista della Venezia Euganea dopo aver consolidato il controllo della costa, cosa che però non avvenne mai. Nei secoli però la Venezia Marittima prosperò e dopo che il centro politico fu spostato prima ad Eraclea e poi a Rivoalto alcune isole della laguna iniziarono a funzionare come un centro urbano politicamente indipendente da Costantinopoli: erano nate Venezia e la sua Repubblica. Torcello rimase periferica rispetto a questo sinecismo, ma restò un centro importante: ebbe un proprio vescovo e rimase un importante scalo commerciale e centro di produzione di navi e di lana. 

L'isola cadde in decadenza a seguito delle epidemie di peste del '300 e del '500, che avvennero in contemporanea a un processo di impaludamento del territorio. Si spopolò in maniera graduale, lenta ma inesorabile, fino ad arrivare al presente, dove conta solo 12 abitanti.

Isola di Torcello (tratteggiata in rosso)
all'interno della Laguna di Venezia


Oggi Torcello appare come un'isola verde e pacifica: resta davvero poco dell'importante centro urbano ed economico che ospitava un tempo. Come accade regolarmente nella storia dell'arte la città che ospitava nel momento in cui cominciò a spopolarsi fu demolita attivamente e usata come cava di materiali dagli abitanti di Murano e Venezia.

2. Ponte del Diavolo (XV secolo)


Me sul Ponte del Diavolo 
(Foto di Lorenzo Lucidi)
Scesi dal vaporetto ci si incammina per una strada che procede parallela a un canale. L'isola è di modeste dimensioni e la parte accessibile è ancora più limitata: gran parte dell'isola infatti è proprietà privata e vi sorgono alcune imprese agricole. Dopo pochi minuti di camminata ci si imbatte nella prima testimonianza del passaggio umano: si tratta del Ponte del Diavolo, opera architettonica che risale al periodo di decadenza di Torcello, il XV secolo. Si tratta con ogni probabilità di una ricostruzione di un ponte più antico del XIII secolo (1201-1300). Stiamo parlando quindi di basso medioevo.

Il ponte permette di superare il canale e di immettersi nelle già citate proprietà private. Un tempo invece portava a un monastero bassomedievale demolito nel XIX secolo (1801-1900).

3. Basilica di Santa Maria Assunta, ex Cattedrale (XI secolo)


Proseguendo nella strada principale ci si imbatte nel vero tesoro dell'isola: il complesso religioso della cattedrale di Santa Maria Assunta (dal ponte si può già intravedere oltre gli alberi il suo campanile) e della chiesa di Santa Fosca. Sono l'unica testimonianza del grande passato dell'isola, un tempo sede del vescovo di Torcello (diocesi soppressa nel 1818, la chiesa fu in uso fino al 1986). Si tratta di una delle meno conosciute ma allo stesso tempo più interessanti testimonianze dell'arte altomedievale in Italia. 


Santa Maria Assunta
vista dal porticato
della chiesa di Santa Fosca
(foto di Lorenzo Lucidi)

La cattedrale di Santa Maria Assunta fu edificata per la prima volta nel 639 sotto il regno dell'imperatore Eraclio, che come già accennato operò un ampliamento delle città della laguna per accogliere gli sfollati dell'invasione longobarda. La Cattedrale fu riedificata in forme più maestosa nel 1008, in quel periodo di transizione fra alto e basso medioevo. La sua estetica oggi è un insieme di suggestioni paleocristiane e romaniche: l'ingresso presenta un nartece porticato, e la facciata in mattoni è massiccia e robusta, con solo strette fessure a far da finestra. Purtroppo non ho avuto la possibilità di ammirare l'interno, con il vero capolavoro di questa chiesa: il ciclo di mosaici bizantini, risalente al XI secolo (1001-1100, quindi nello stesso periodo di edificazione dell'attuale struttura). Questi mosaici furono realizzati da maestranze provenienti sia dall'Impero Romano d'Oriente che da locali artisti della Repubblica di Venezia. 

Nell'attesa di poter tornare  a Torcello e di ammirare personalmente (e anche fotografare) questa perla dovrò mostrarvi delle foto fatte da altri prese dal web:

Mosaico del Giudizio Finale
(foto di Gleb Simonov)

Qui sopra potete ammirare il Giudizio Finale, il mosaico più imponente e complesso, situato nella controfacciata: una composizione articolata su sei livelli che ci mostra la crocifissione, la discesa agli inferi di Cristo subito prima della resurrezione e il giudizio universale, con angeli opulenti in alta uniforme e potenti visioni di inferno e paradiso. 

È molto interessante la persistenza di antichissime forme di sincretismo con la religione dell'antico Egitto: in questi mosaici (nella parte più bassa, al centro) l'Arcangelo Michele è raffigurato come l'antico dio Thoth mentre opera il rituale mitologico della pesatura dell'anima, mentre dei diavoli prendono il ruolo del mostro Ammit e attendono di reclamare le anime del defunto e accoglierli all'inferno (rappresentato sulla destra, mentre alla sinistra di san Michele troviamo il paradiso).

Dirimpetto il nartece di Santa Maria Assunta possiamo ammirare i resti di quello che fu il battistero di san Giovanni, ora trasformato in uno stagno monumentale e decadente, casa di alcune fortunatissime papere.
Resti del Battistero di san Giovanni,
dove delle anatre sguazzano beate
(foto di Lorenzo Lucidi)

4. Chiesa di Santa Fosca (IX-XII secolo)

Adiacente alla basilica troviamo la bellissima chiesa di Santa Fosca, delle due quella che secondo me ha l'aspetto più affascinante: fu edificata per la prima volta nel IX secolo (anni 801-900), ma fu poi pesantemente rimaneggiata nel XII (anni 1101-1200), quando divenne sede delle reliquie di Santa Fosca (a cui però era già dedicata fin dalla fondazione). Impossibile quindi dire quanto il suo aspetto attuale si avvicini a quello del IX secolo e quanto sia frutto di un intervento bassomedievale, ma mantiene ancora una estetica paleocristiana e bizantina. 

Tutta la struttura è circondata da portici, con colonne e capitelli dallo stile tipicamente bizantino: la chiesa è a pianta circolare e a croce greca, sormontata da un tetto conico che simula una cupola. Anche in questo caso non ho purtroppo avuto la possibilità di entrarci e ho potuto solo ammirarla (e innamorarmene) da fuori e in un documentario di Alberto Angela, Stanotte a Venezia (2017).

Chiesa di Santa Fosca, con pozzo in primo piano
(foto di Lorenzo Lucidi)

Torcello in generale e la piazza/parco in cui sorgono le due chiese in particolare sono un luogo pacifico e deserto: qui la folla che invade quotidianamente Venezia per fortuna ancora non arriva, ed è bello rifugiarsi qui dopo aver visitato la città e le altre isole. Il paradiso lo immagino più o meno così: un luogo verde con freschi porticati dove trovar ristoro. Tornerò sicuramente a Torcello, e spero di poter godere ancora una volta della stessa serenità  e di potermi perdere di persona nella bellezza dei mosaici all'interno delle di Santa Maria Assunta.

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Presentazione

L'alto Medioevo in Italia è poco considerato, poco studiato e poco capito. Testimonianze artistiche e architettoniche ne ha lasciate poche, ma solo perché sono state demolite per far posto ad altro. Testimonianze letterarie ce ne sono, ma interessano ben poche persone. Già il fatto che un nome e un dominio così semplice come "Alto Medioevo Italiano" fosse libero nel 2026 è un indizio di quanto questa epoca sia poco approfondita in maniera sistematica, anche da appassionati in rete. Io purtroppo non sono uno storico, questo blog è amatoriale. Questo è un mio tentativo di tenere traccia di ciò che scopro di questo periodo oscuro che mi interessa ormai da anni. Periodo oscuro non perché misterioso, ma perché sono in pochi a metterlo in luce con i loro studi.